Petizione delle mamme Iqbal: il Consiglio se ne lava le mani

Petizione Parco IqbalContinua l’ostruzionismo delle istituzioni verso le mamme dell’Iqbal. Dopo la “merenda negata” [1] è stata la volta della #petizione che ha raccolto 370 firme per chiedere una gestione di qualità del Parco [2].

Giovedì 27 luglio la petizione è approdata in Conferenza capigruppo; a norma di regolamento [3] (Art. 5, comma 3) i presenti dovevano decidere se discuterla o meno al prossimo Consiglio comunale. Ad eccezione di M5S e Possibile, tutti hanno deciso di lavarsene le mani: quella petizione non è materia di Consiglio comunale!

Poco importa se in due anni il Parco Iqbal ne ha viste di cotte e di crude! Per i distratti facciamo un rapido riassunto dal 2015 ad oggi: un bando di affidamento insostenibile dal punto di vista economico, la ripetizione della gara di affidamento perché la prima era fallita, un incendio doloso a poche ore dall’esito della gara, lavori di recupero mai eseguiti, fideiussioni non attivate, utilizzo abusivo di utenze luce gas e acqua, sub-concessione vietata dal regolamento, attività di ristoro non a norma, mancato rispetto delle norme HACCP, somministrazione alcolici senza licenza, impianti elettrici senza certificazioni, abusi edilizi.

Di fronte a tutto questo il Comune si era visto costretto a revocare l’affidamento (settembre 2016), ma non aveva ripreso il controllo delle strutture, tanto è vero che le attività abusive sono continuate.

Di fronte a questo sfacelo (e all’inerzia della Giunta che un anno fa aveva promesso una nuova gara in tempi rapidi) i capigruppo di PD, Lista Fossi, IDV, Alleanza Cittadina per Campi e Sinistra Italiana hanno pensato bene che non era il caso di parlarne in Consiglio. La nostra ferma protesta non è valsa a nulla, della faccenda se ne occuperà solo il sindaco, se e quando vorrà.

[1] http://www.campibisenzio5stelle.it/wp/2017/05/29/parco-iqbal-dopo-il-no-del-comune-la-merenda-delle-mamme/
[2] http://www.campibisenzio5stelle.it/wiki/images/d/dc/2017-05_petizione-mamme-iqbal.pdf
[3] http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/8%252F6%252F7%252FD.4715a4bbecdc73a7c9f6/P/BLOB%3AID%3D585/E/pdf

Raffica di bambini feriti dalla giostrina, l’assessore: “io ai miei bambini gli stavo dietro”

giostrina-fatta-bene-maleQuindi nessuna responsabilità per l’Amministrazione, piuttosto i genitori pensino a fare bene il loro mestiere! Nucciotti rincara pure la dose: se continuate a dire che il gioco è pericoloso, saremmo costretti a togliere la rampa per i disabili.

Ci accusano già di fare propaganda politica sulle disgrazie che càpitano ai bambini, ma il fatto è che le disgrazie qui non “càpitano”, sono causate da interventi assolutamente inadeguati e condotte irresponsabili. Che le cose siano fatte male non siamo noi a dirlo, sono i fatti: in poco più di due mesi ci sono stati almeno quattro bimbi feriti, di cui uno ricoverato per suture ad una mano.

Questi i fatti: a maggio viene installata una giostrina “inclusiva” al Parco #Iqbal, però si scordano di mettere la pedana per l’accesso delle carrozzine. Nei giorni seguenti viene costruita una rampa in lamiera: è un ostacolo fisso e tagliente rispetto a chi sta girando sulla giostrina. Si fanno male in diversi, il Comune interviene nuovamente e nasconde il bordo tagliente sotto un pezzo di gomma. Il pezzo di gomma (forse peggiorativo perché non elimina il pericolo, ma lo nasconde) è pure montato male, dopo pochi giorni si stacca.

Il 6 luglio il sottoscritto segnala la pericolosità del gioco, ma nessuno fa niente. Finché il 24 luglio accade il caso più grave: intervento di pompieri e ambulanza. La giostra viene chiusa col nastro bianco e rosso.

In Consiglio comunale interroghiamo l’assessore, che dimostra di non aver capito niente, tanto da affermare: “quella è una rampa per un gioco inclusivo, che dovrebbe essere utilizzata esclusivamente dai ragazzi disabili”. Ecco appunto: l’inclusività esclusiva! Applausi. Infine il colpo di genio: “metteremo un cartello per dire che i bambini normali (sic!) non devono usare la rampa”.

Se queste sono le premesse non c’è da chiedersi SE qualcuno si farà male nuovamente, c’è solo da chiedersi QUANDO.

Ripetiamo per i duri di comprendonio: la rampa è un ostacolo (per giunta tagliente) montato in prossimità della giostra, quindi è un pericolo per chi vi è sopra. C’è un modo semplice per consentire l’accesso a tutti senza pericoli: la giostra va montata all’interno di una piattaforma di accesso, senza dislivelli e senza ostacoli.

Parco Iqbal: dopo il No del Comune, la merenda delle mamme

Parco Iqbal la merenda delle mammeLa “merenda per il Parco Iqbal” è stata un successo. L’appuntamento, voluto da un gruppo di mamme, era per domenica pomeriggio e voleva sollecitare una migliore gestione, per risolvere le tristi condizioni in cui il Parco versa da anni. Si è discusso non solo di cosa i cittadini vorrebbero, ma anche di cosa il Comune dovrebbe fare per ottenere risultati.

A nostro avviso il Comune deve attivarsi con urgenza per garantire almeno la manutenzione minima: i giochi “inclusivi” installati da pochi giorni perderanno rapidamente valore se continueranno ad essere circondati da arredi vandalizzati e non riparati.

A nostro avviso inoltre è urgentissimo che il Comune si faccia carico della gestione del Parco in senso più ampio; le strutture sono abbandonate a loro stesse, a volte usate in modo illegittimo e senza criterio.

Vogliamo una gestione diretta da parte del Comune o affidata tramite gara. In caso di affidamento ad un privato, pretendiamo che sia fatto con regole chiare e un controllo rigoroso da parte del Comune. Il recente passato di sub concessioni illegittime e utilizzo improprio delle strutture è una vergogna di cui questa Amministrazione si è resa responsabile e che non deve ripetersi.

Le regole – oltre ad essere chiare – devono salvaguardare anche il prevalente uso pubblico dell’area per evitare una privatizzazione di fatto, se l’accesso alle strutture fosse solo a pagamento.

Purtroppo non siamo fiduciosi: la copertura della pista di pattinaggio (50 mila euro di denaro pubblico) è stata fatta senza uno straccio di progetto di come verrà utilizzata. A settembre 2016 il sindaco prometteva una nuova gara per l’affidamento in tempi brevi, ma passerà un anno con un bel nulla di fatto.

P.S. Ci resta difficile sorvolare sul diniego che il Comune ha opposto alla richiesta fatta dalle mamme il mese scorso. Dopo aver tergiversato per 15 giorni l’Amministrazione negò l’autorizzazione alla merenda perché la presenza di un animatore con le bolle di sapone sarebbe stata incompatibile con l’attuale (non) gestione del Parco. Più facilmente si è trattato di una rappresaglia verso le mamme stesse, che inopinatamente avevano permesso a un consigliere M5S di presentare la domanda a nome loro.

45.000 euro per il portavoce della supercazzole, assunto dal sindaco

2017-02-24_portavoce-supercazzola_lblCirca un anno fa il sindaco assumeva senza concorso un ventenne appena laureato; doveva essere parecchio bravino visto che gli veniva riconosciuto oltre alla categoria D1 anche un bonus di 9100 euro/anno.

Non ci sono mai piaciuti i portavoce “amici” assunti direttamente dal sindaco, avevamo protestato anche per l’ex assessore rimasto senza stipendio e prontamente assunto dal Fossi [1][2]. Questo però saltava parecchio all’occhio perché sui social definiva sé stesso “cintura nera di supercazzole” [3], forse era proprio quello il particolare feeling col sindaco?

Si può giustificare l’assunzione senza concorso solo per “personale di assoluta fiducia”, impiegato “per l’esercizio delle più alte funzioni di indirizzo e controllo”, questo sta scritto nella determina di assunzione [4]. Altrimenti scatta la sanzione per danno erariale.

Dopo un anno di lavoro cotanto portavoce si licenzia e noi abbiamo interrogato il sindaco per sapere quanto ci è costato e cosa ha prodotto il giovinotto. Il sindaco non si è degnato di rispondere: è toccato all’assessore De Feo assicurare che tutto è stato fatto a norma di legge. E se ci ha tenuto a fare questa precisazione ci domandiamo se per caso non si tratti di un’eccezione…

Quindi l’assessore ha presentato il conto: 45.117 euro per un annetto di lavoro. Quale lavoro? La De Feo ha citato l’organizzazione di conferenze stampa, il Piano della Comunicazione, un sitarello web e il video sull’alluvione di Campi.

Tutta roba forte, che evidentemente nessuno dei 230 impiegati del comune sarebbe stato in grado di fare o che affidarla ad un professionista assunto per concorso non c’era da fidarsi!

Spendiamo una parola soltanto sul video dell’alluvione: all’epoca il nostro ragazzo non era ancora nato e quindi è chiaro che il video non l’ha fatto lui. Se mai ha fatto qualcosa, il giovin signore ha preso il video fatto da un noto fotoreporter locale e dei 41 minuti originali ne ha estratti 10, tagliando accuratamente tutte le parti in cui appariva il vecchio sindaco Chini. A questo è servito un categoria D1 con il bonus del sindaco Fossi!

Per pietà non commentiamo oltre.

[1] http://www.repubblica.it/politica/2014/04/04/news/l_assessore_di_fede_o_mi_pagano_o_mi_dimetto-82696754/
[2] http://www.campibisenzio5stelle.it/pub/atti/2014/06/2014-06-24_GIUNTA-98.pdf
[3] http://www.campibisenzio5stelle.it/wiki/index.php/File:2016-04-19_poggiali-profilo-twitter.png
[4] http://www.campibisenzio5stelle.it/pub/atti/2016/02/2016-02-23_GIUNTA-33.pdf

Con la cittadinanza onoraria a Don Momigli la politica premia sé stessa e si assolve

2017-02-02_don-momigli_lblIl Consiglio di Campi Bisenzio ha deliberato di conferire il riconoscimento all’ex parroco di San Donnino, con il M5S unica voce fuori dal coro.

Tutti sanno che don Momigli ha lasciato dopo 25 anni la Parrocchia, in pochi invece hanno parlato della disastrosa gestione di #SpazioReale, il mega centro congressi che Don Momigli ha curato fin dalla sua fondazione. Solo qualcuno ha detto che il prete è stato “di fatto estromesso dalla guida della struttura da parte della diocesi, costretta a commissariarla” [1].

Si potrebbe pensare che aver gestito un’impresa in cui sono confluiti 24 milioni di euro e che ha prodotto non degli utili, ma un buco per 10 milioni, sia sufficiente per consigliare cautela nel conferire onorificenze, ma non è nostra intenzione discutere le capacità imprenditoriali di Don Momigli, che d’altra parte ha fatto i suoi investimenti “confidando nella Provvidenza” [2], ma che molti ammettono ha fatto il passo più lungo della gamba.

La questione importante è che buona parte dei soldi confluiti nel progetto Spazio Reale sono soldi pubblici: Regione, Provincia, Comune, tutti hanno contribuito con diversi milioni di euro a creare questa struttura che dal punto di vista imprenditoriale si è rivelata un fallimento. Non è una struttura pubblica essendo guidata dalla Fondazione, tuttavia il Comune e la Regione attivano protocolli d’intesa per salvarla dalla bancarotta [3].

Cosa vuol dire protocollo d’intesa? Ad esempio che un congresso di due giorni viene affidato a Spazio Reale per la modica spesa di 42 mila euro! [4] E questi sono solo gli spiccioli…

Questa Amministrazione – che apre un dibattito pubblico anche per spostare un monumento da una piazza all’altra – non fa altrettanto per spiegare come i soldi pubblici finiscano nella struttura della diocesi. Non esiste infatti un bilancio del denaro pubblico confluito in Spazio Reale né è stata fatta una valutazione dei risultati ottenuti. Anzi si spendono fiumi di parole di elogio, come se fosse tutto gratis, come se Spazio Reale fosse un regalo del Don alla collettività. Sembra insomma che la scelta di investire in questo modo il denaro pubblico non sia discutibile né sia mai stata messa in discussione [5].

Sono questi i motivi per cui – a nostro avviso – la politica avrebbe fatto bene ad astenersi dal deliberare tale onorificenza: più che un riconoscimento dei meriti della persona di Don Momigli, ha tutta l’aria di un premio della politica a sé stessa e una assoluzione preventiva per chi osasse criticare questa gestione del denaro pubblico.

[1] http://firenze.repubblica.it/cronaca/2016/06/16/news/spostamenti_nella_diocesi_di_firenze_don_momigli_lascia_san_donnino-142192430/
[2] http://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/12/28/news/dieci_milioni_di_deficit_alla_fondazione_di_san_donnino-103893481/
[3] http://www.piananotizie.it/un-protocollo-dintesa-con-la-regione-per-salvare-spazio-reale/
[4] http://www.consiglio.regione.toscana.it/ufficio-stampa/comunicati/comunicati_view?idc=&id=20711
[5] http://met.provincia.fi.it/news.aspx?id=32048

Il sindaco di Campi Bisenzio fa avanspettacolo per coprire i vuoti della maggioranza

2016-12-01_consiglio-assenzeUn Consiglio comunale “in balia degli eventi” secondo le parole del presidente Colzi. In realtà un martedì segnato della sciatteria dei consiglieri di maggioranza che, con 5 assenze di troppo, non garantivano il voto su importanti aggiustamenti di bilancio.

Abbiamo visto un sindaco costretto a fare avanspettacolo, cioè a riempire per decine di minuti i vuoti dei suoi consiglieri con il nulla dei suoi discorsi, in attesa che qualcuno si degnasse di arrivare. Non è bastata questa figura meschina perché al termine dell’intervento ancora mancava il numero legale e le telefonate furiose di precettazione agli assenti non avevano esito.

Il presidente Colzi, dopo un serrato confronto con il segretario generale, si inventa una sospensione dei lavori di 15 minuti. Procedura del tutto irrituale e in palese violazione dell’articolo 22 comma 5 del Regolamento, che impone di dichiarare la seduta deserta se a mezz’ora dall’inizio manca il numero legale.

Dopo un’ora e dodici minuti arriva finalmente anche il consigliere Bargagli, che correndo due scalini alla volta fornisce la visione plastica di una maggioranza raffazzonata e in affanno.

Ma l’ignominia non era finita: due ore dopo l’inizio delle deliberazioni i consiglieri anziani Paolieri e Otranto già avevano infilato il cappotto e se ne stavano andando, prima ancora che Colzi dichiarasse la sospensione dei lavori. C’erano da discutere ancora 10 atti, ma i colleghi PD & Co. non hanno fatto figura meno meschina, votando compatti per la sospensione della seduta.

I cani abbandonati di Campi Bisenzio dovranno lavorare per Federcaccia

2016-08-30_canile-convenzione-federcacciaChe questa amministrazione non brillasse per sensibilità verso la tutela ambientale e il benessere dei cittadini ne abbiamo avuto ampia prova, a partire dalla questione inceneritore, passando per l’aeroporto e arrivando all’impianto di smaltimento liquami di prossima costruzione. Ma se un’amministrazione è così poco attenta al benessere dei suoi cittadini “umani” figuriamoci cosa si inventa per quelli “animali”.

Infatti è del 14 luglio 2016 la determina N°457 [1] che per mezzo di una convenzione [2] affida i cani randagi del nostro comune a Federcaccia Firenze affinché i soci ne facciano ciò che è più utile alla loro causa, sottraendoli al canile di Arezzo dove sono attualmente ospitati.

Già è assurdo che Campi paghi un canile di Arezzo [3] invece di cercare una struttura più vicina o riattivare il canile del Tomarello, ma l’idea di impiegare nella caccia dei cani che hanno vissuto esperienze di abbandono, di violenza e di stenti la dice lunga sulla sensibilità di questa Amministrazione.

Con questa scelta i cacciatori saranno legittimati ad utilizzare gli animali (in “custodia temporanea”, cioè se e quando lo vorranno) per le battute di caccia, eventualmente per quella al cinghiale in cui molto spesso i cani restano feriti o uccisi.

Consideriamo questa decisione aberrante dal punto di vista etico e crediamo che sia anche illegittima dal punto di vista normativo; chiederemo in Consiglio comunale l’immediata revoca della convenzione.

Chiederemo anche che il metodo di affidamento a terzi venga ridiscusso prevedendo incentivi economici e fiscali alle famiglie che intendono adottare un cane dal rifugio.

[1] http://www.campibisenzio5stelle.it/wiki/images/0/08/2016-07-14_46-457.pdf
[2] http://www.campibisenzio5stelle.it/wiki/images/6/69/2016-07-14_46-457_convenzione.pdf
[3] https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=718090548205342&id=625880314093033

Campi oggi… e domani? Il M5S non partecipa al dibattito ANPI

campi-palazzo-comunaleIl Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle di Campi Bisenzio annuncia che non parteciperà al dibattito “Campi oggi… e domani?” organizzato per oggi dalla locale sezione di ANPI.

Nelle ultime ore l’evento ha assunto dei contorni ambigui che ci costringono a fare un passo indietro e chiedere chiarimenti.

Il sindaco Fossi ha declinato l’invito, ravvisando nell’evento una promozione all’ex sindaco Adriano Chini, peraltro un po’ troppo in anticipo rispetto alle Amministrative 2018.

Non è giustificabile il mancato invito della consigliera Eboli (Possibile) che è stato sanato solo in extremis, né è spiegabile il mancato invito di Tesi, capogruppo di Alleanza Cittadina.

Ma soprattutto mal si comprende, e stona visibilmente in mezzo ai consiglieri in carica, la presenza del privato cittadino Adriano Chini e della sua associazione Fare Città. A meno che lui da solo non debba rappresentare appunto la “Campi di domani” evocata nel titolo del dibattito, in virtù della sua annunciata candidatura alle prossime Amministrative.

O forse il Chini avrebbe dovuto raccontarci la Campi di ieri, visti i suoi 20 anni trascorsi da sindaco. Ma allora non è accettabile offrire a lui il palcoscenico senza offrire pari dignità ad esempio alle forze NO inceneritore, che ieri come oggi contrastano quello scellerato percorso avviato e sostenuto proprio dal Chini.

Anche la scelta degli argomenti ci ha lasciati perplessi: al primo posto le “tematiche locali inerenti alla viabilità zona Capalle”. Guarda caso l’ex sindaco Chini, proprio alla scadenza del suo mandato nel 2013, si congedò dai cittadini con la promessa che la bretellina di Capalle era cosa fatta.

Per salvaguardare ANPI dalle possibili accuse di essersi fatta strumentalizzare da Fare Città crediamo che sia opportuno rinunciare alla nostra presenza. Non rinunciamo invece a incontrare cittadini e stampa, oggi stesso o in tutte le occasioni che riterranno opportune.

Costruire nuove case popolari: attenti alla truffa!

2016-06-23_case-popolariSi punta ai soldi della Regione per costruire nuove case e nel frattempo l’Amministrazione di Campi Bisenzio tira a campare con provvedimenti che non riducono il dramma dell’emergenza abitativa.

Con l’emergenza in corso cresce forte la richiesta di nuove case popolari, ma a prendere decisioni sulla spinta dell’emergenza c’è il rischio di fare cazzate, magari spianando la strada a chi sulle emergenze ci specula. Vi ricordate il terremoto d’Abruzzo? Quelli che ridevano di notte… le casette popolari di Berlusconi con i balconi che cadono [1]?

Prendiamo l’affermazione dell’assessore Ricci fatta nel consiglio straordinario del 9 giugno: “questa Amministrazione ha la volontà di costruire 57 nuovi alloggi ERP”. Secondo l’assessore è meglio costruire che comprare gli immobili sfitti perché un appartamento acquistato sul mercato costerebbe 286mila euro, mentre costruirlo ex-novo costerebbe 103mila.

Sì, avete capito bene! Secondo l’assessore costruire da zero degli appartamenti costerebbe meno della metà che comprarli usati!

Chiunque può capire che è una baggianata! Qualcuno ve la sta raccontando o perché è incompetente o perché ha interesse favorire una soluzione a discapito di un’altra.

Dove sta il trucco? Per capirlo basterà tenere d’occhio chi sono i proprietari dei terreni che vedrebbero i loro lotti diventare edificabili e quindi aumentare per magia di valore. Basterà vedere chi sono le imprese che dovranno costruire le nuove case popolari e le aziende che le avranno in gestione. State sicuri che se a pagare sarà Pantalone allora la qualità delle costruzioni sarà pessima e i costi lieviteranno in corso d’opera secondo le più consolidate tradizioni italiane. Il vantaggio di costruire case nuove (invece di comprare l’usato) finirà nelle tasche di qualcuno, ma non certo dei cittadini!

E allora che si fa? L’Amministrazione stima che ci siano tra i 500 e i 600 alloggi sfitti nel nostro Comune a fronte di decine di famiglie in emergenza e circa 300 in lista di attesa per la casa popolare. Dove vogliamo investire i soldi del Comune e della Regione? Per versare nuovo cemento e consumare ancora verde? Basta con la vergogna di persone senza casa e case senza persone!

[1] http://www.repubblica.it/cronaca/2014/09/02/news/l_aquila_crolla_balcone_in_palazzina_new_town_-94879890/

Biomonitoraggio su inceneritore: ci rifiutiamo di essere cavie per la conta dei danni

2016-05-12_biomonitoraggio-cavieSindaco Fossi: quanti morti vuoi per dire basta?

Pensando ai “Boschi della Piana” e alle opere di mitigazione il sindaco di Campi Bisenzio si dimentica del #biomonitoraggio [1] riguardante l’inceneritore, approvato nella Conferenza dei Servizi del 03/09/2013 in cui Fossi era presente. Cosa si monitora? La temperatura dell’inceneritore? La quantità di rifiuti? No. La salute della popolazione residente.

In linea teorica noi cittadini dovremmo essere contenti di essere monitorati; la Regione tiene alla nostra salute. E invece no. Saremmo contenti se non fossimo a conoscenza delle patologie potenzialmente correlate all’incenerimento, ossia aborti spontanei, malformazioni congenite, linfomi non Hodgkin, tumori, malattie cardiovascolari. Saremmo quantomeno rassegnati se credessimo alle cazzate secondo cui “non ci sono alternative” ed “è stato deciso tutto prima”.

E invece no. Siamo incazzati perché sappiamo che ci sono delle alternative all’incenerimento. Ma soprattutto siamo disgustati da questa politica che espone la popolazione a simili rischi. Fare un biomonitoraggio significa che le patologie citate sono un rischio accettato. Il numero dei morti, dei nati malformati o dei non nati, saranno usati per valutare l’impianto durante il suo funzionamento.

Chiediamo al Sindaco Fossi e all’ex sindaco Chini, entrambi favorevoli all’impianto: quale sarà il limite consentito? Se una sola persona muore per le scelte fatte dalle vostre giunte è accettabile, mentre se ne muoiono dieci si potrà dire che l’inceneritore è dannoso per la salute? E davanti ai primi morti che si fa? Si chiede scusa, si chiude una parte dell’impianto, ma si continua a bruciare (come a Montale)?

Con esattezza, quanti morti sono necessari a voi esperti della politica del PD per capire che quello che state decidendo è una tragedia non solo per l’ambiente ma soprattutto per la salute dei cittadini?

Noi crediamo nel principio di precauzione: se una cosa può far male e può essere evitata si deve assolutamente evitare. Non bisogna essere esperti della politica per capirlo. Bisogna solo avere un po’ di dignità per opporsi a questo disastro perché la vita dei cittadini che abitano nella zona di ricaduta delle emissioni ha lo stesso valore di quella di un sindaco e non è accettabile che i morti “probabilmente causati” dall’Incenerimento siano oggetto di studio.

Ci rifiutiamo di essere cavie.

[1] http://www.campibisenzio5stelle.it/wiki/images/2/2e/2015-07_monitoraggio-epidemiologico-case-passerini.pdf