Comunicato #2 – Migliaia di € rimborsati sulla fiducia e senza scontrino

finanza

Oltre ai laboratori civici organizzati in campagna elettorale, l’amministrazione persevera con questa iniziativa fallimentare anche dopo l’insediamento della giunta, giustificandone la fattibilità con il principio della democrazia partecipata, tema nella realtà totalmente sconosciuto al Sindaco Sovrano Fossi che si fa regista, con diversi attori suoi affini, delle due giornate dei CampLab, individuandone a priori, argomenti, moderatori e ci viene da pensare… soluzioni?

Ma la gente mica è scema, l’hanno capito già da prima delle elezioni quel 49% di persone che non si sono neanche recate alle urne che non ci sono margini per i cittadini per decidere niente, ci sono però 60 irriducibili amici e parenti (e magari qualche ignaro) che partecipano a questi eventi anche a ottobre 2013.

Il successo oceanico di cotanta partecipazione non può però essere gratis, chi pagherà le spese dei moderatori, i loro pernottamenti, i buffet, un bel gruppo musicale a rallegrare l’evento, spese varie di tipografia e spille nonché 228 € di lapis, che posto un costo di 1 € l’uno, fa la bellezza di quasi 4 lapis per ognuno dei 60 partecipanti (ma quanto cavolo hanno scritto???). La risposta è semplice e nemmeno ci sorprende, pagheranno i cittadini!

Ma c’è di più, il Comune non ha le competenze per organizzare due giornate di riunione (ci chiediamo quali sono le competenze del Comune) e allora si dà tutto in gestione esterna ad una bella Società Sportiva Dilettantistica, che, tra una lezione di tennis e l’altra, ha evidentemente tutte le professionalità per sbrigare le pratiche burocratiche che mancano al Comune. Ed ecco che la Società accetta l’incarico da parte del Comune per l’organizzazione di questo teatrino alla modica cifra di € 8.550, che gli vengono corrisposti a titolo di rimborso spese dal Comune senza, ciliegina sulla torta, uno straccio di fattura, scontrino o ricevuta ma sulla base di una mera richiesta di rimborso, peraltro nemmeno protocollata, stile lista della spesa al supermercato!

Poteva bastare? No! Sui mirabolanti risultati di questo evento ci stampiamo pure 1500 copie di un libro che nessuno leggerà mai; una copia ogni 42 abitanti per la bellezza di 7.200 euro! Sarà un’impresa trovare a chi regalarlo, facilmente resterà a intasare gli scaffali del Comune.

Quindi cittadini l’invito che vi facciamo è quello di presentare al Comune una richiesta di rimborso per spese varie, non importano preventivi, pezze di appoggio, fatture, basta la fiducia e vedrete che il Comune ve le rimborserà… ma attenzione, prima però dovrete assicuravi di essere dalla parte “giusta” della politica campigiana!

 

Simona terreni - https://www.facebook.com/pages/Terreni-Simona-Consigliere-comunale-Campi-Bisenzio/172007199662930

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Comunicato #1 – Nascita “Gruppo stampa”

benv

E’ passato un anno da quando siamo riusciti ad inserire due cittadini a “5 Stelle” in Consiglio Comunale anche a Campi Bisenzio.

Nelle Amministrative del 2008 non esistevamo nemmeno come lista “Movimento 5 Stelle”, in quelle del 2013 abbiamo preso 1645 voti, più di tutti gli altri partiti ad esclusione del “PD” ed “Emiliano Fossi Sindaco”, che comunque si dimostrarono in caduta libera (Chini prese 2927 preferenze in più rispetto a Fossi).

Gli incontri con i cittadini (meetup), che teniamo settimanalmente, ci hanno fatto crescere molto e nell’ultimo meetup è stato deciso, con la votazione palese per alzata di mano dei presenti, di ottimizzare ancor meglio l’utilizzo delle nostre energie creando un “gruppo stampa” che alleggerisca il lavoro che fanno i nostri due Consiglieri.

Le nostre assemblee sono pubbliche! Non abbiamo nessuna tessera! Online potete vedere: quanti siamo, chi partecipa, di cosa si parla, se l’assemblea è piaciuta o no ai partecipanti! Sono gratuite o autofinanziate a livello locale! Concetti sconosciuti a TUTTE le altre forze politiche.
http://www.meetup.com/MoVimento-5-stelle-Campi-Bisenzio/

Ognuno può dare il suo contributo! Siamo già milioni, ma c’è bisogno anche di te!

Partecipa a un nostro meetup, il primo punto all’ordine del giorno è sempre “presentazione dei nuovi iscritti” perché ogni settimana ci sono cittadini che non ce la fanno più ad essere presi per il culo e vogliono capire cosa gli sta succedendo intorno.

Gruppo stampa

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A chi serve l’emergenza di ‪via dei Confini‬?

cantiere Pochi giorni fa ho scritto dei consiglieri di maggioranza che non sanno decidere se il senso unico in via dei Confini sia un tentativo da fare per alleviare i disagi oppure no. Gli stessi non hanno invece alcuna esitazione ad approvare appalti se le cifre in gioco sono da capogiro.

Dopo il Consiglio comunale di giovedi la faccenda è ancora più chiara: quei consiglieri che in 5 mesi non hanno ponderato abbastanza su un senso unico, in appena una settimana hanno capito che modificare la convenzione per il Piano Complesso PCI3 era cosa buona e giusta; si tratta di 55.000 metri cubi tra nuovi palazzi e negozi [1], con annesse strade, parcheggi, infrastrutture.

Tanto per dirne una: il consigliere Paolieri prima di avallare il senso unico vorrebbe vedere l’analisi dei flussi di traffico, ma per urbanizzare 90.000 metri quadri di terreno ne fa tranquillamente a meno!

Ecco che l’esasperazione dei cittadini di via dei Confini diventa pure utile! Il ricatto è questo: te Comune mi fai riempire il territorio di cemento e io plazzinaro ti costruisco la bretellina per alleggerire il traffico! Per fare bella figura ti ci metto dentro anche una scuola e il campo di calcio…

È scattata quindi la nuova promessa: il Comune esproprierà i terreni per far costruire la nuova strada entro il 31/03/2015. Vi ricordate la promessa del 30/06/2013? E quella del 31/12/2013? Avvertite un certo senso di déjà-vu?

Ma questa forse è la volta buona, che i cittadini restano fregati per davvero! Infatti finora tutto era saltato perché non si riusciva a far quadrare le necessarie garanzie (fideiussioni) dell’intera opera per via dello stato precario delle ditte attuatrici oppure per il fatto che il Comune non riesce ad espropriare i terreni. Ecco che viene in soccorso una leggina: si spezzetta la fideiussione separando l’opera privata da quella di interesse pubblico. Vuol dire, ad esempio, che se il Comune non riuscisse ad espropriare i terreni la bretellina non verrà costruita e nemmeno intascherà la fideiussione, ma il privato continua a costruire indisturbato i suoi immobili!

C’è di più: il Comune non paga direttamente per la bretellina, ma fa un bello sconto ai costruttori sugli oneri di urbanizzazione. Con questo escamotage si evita di fare una gara pubblica, con tutti i dubbi relativi alla legittimità dell’operazione e sulla qualità del risultato finale.

Il provvedimento è stato approvato in Consiglio con il voto favorevole e l’entusiasmo di tutta la maggioranza.

Ma questi politici fanno gli interessi di chi?

[1] http://www.campibisenzio5stelle.it/wiki/index.php/Piano_Complesso_di_Intervento_3_-_La_Villa

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Via dei Confini‬ a Campi Bisenzio‬: l’ostinazione di non fare

La protesta dei lenzuoli per il senso unico

Che via dei Confini sia un inferno di traffico, rumore, veleni da respirare lo sa bene chi ci vive: il Comitato dei lenzuoli è la voce di questi disperati. Lo sa bene anche l’amministrazione che ha imposto i divieti (30 km/h e no camion), ma poi si guarda bene da farli rispettare.

I problemi sono gravi al punto tale che l’ex sindaco Chini aveva promesso di trovare qualcuno che costruisse la “bretellina di Capalle” (inizio lavori promessi per giugno 2014), ovviamente gli imprenditori volevano in cambio costruire un bel po’ di nuovi palazzi. Ma erano solo balle da campagna elettorale: non si sono trovati gli imprenditori (mezzi falliti) né si sono espropriati i terreni.

Il senso unico non sarà la migliore delle soluzioni, ma costa quasi nulla e può alleviare i disagi, per questo a ottobre 2013 presentammo una mozione in Consiglio. Entro febbraio il sindaco avrebbe dovuto illustrarne la fattibilità e i consiglieri decidere.

A che punto siamo? La Commissione ambiente si è riunita ormai per la terza volta, ha brillato per latitanza l’assessore che si è visto 5 mesi fa solo una volta. L’assessore è stato sostituito da due settimane, ma nulla è cambiato.

I consiglieri hanno studiato i progetti realizzati dal Comitato di cittadini, sono state discusse alcune varianti, ma la voglia dei consiglieri di maggioranza di rimandare e di affossare tutto emerge con forza.

Ad esempio Paolieri (PD) lamenta che non si può decidere senza uno studio sul flusso del traffico. Ma quando mai il Comune ha fatto questi studi? Il centro storico è stato riaperto “per tentativi” (parole del sindaco), senza studiare un bel nulla! E i dati sui veleni che si respira (ma nulla sappiamo) sono meno importanti? E il rumore? L’unico dato disponibile è del 2005, che attesta un “potenziale rischio per la salute umana”. Per Paolieri vale il principio di precauzione all’incontrario: teniamoci i rumori (e i veleni) perché non sappiamo come funziona il traffico!

Anche Loiero (PD) e Ridolfi (IDV) voterebbero contro al senso unico, perché non sono convinti; al punto tale di non voler neanche fare una sperimentazione! Però se ci fosse stato da spendere qualche milione per gli appalti della bretellina scommettiamo che si sarebbero sbracciati a favore? Con buona pace degli studi del traffico che comunque non si farebbero.

Questi politici sono incapaci di dare risposte ai cittadini! Sono capaci solo di farsi corrompere gratis quando c’è da distribuire soldi per grandi appalti o per far arrivare un po’ di quattrini mascherati da rimborsi là dove si costruisce il consenso, oppure per assegnare qualche incarico retribuito agli amici. Il resto è solo marketing per promuovere sé stessi: dalle feste di Natale alla riapertura del centro.

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SVILUPPO AEROPORTUALE TOSCANO tra scelte antieconomiche,deficit ferroviario e rischi ambientali.

screenIl M5S di Campi Bisenzio organizza un incontro sul tema  aeroportualità toscana, in particolare tratterà le varie problematiche di carattere economico, logistico  e ambientale legate all’ampliamento dell’aeroporto di Firenze “Amerigo Vespucci” . Anche l’aeroporto di Pisa “Galileo Galilei” entra a pieno titolo nel progetto, con la creazione di una Holding a gestione integrata. Scelte dettate da strategie di business che non tengono conto dei costi abnormi dell’operazione che in parte ricadrebbe sulle spalle dei cittadini, della scarsa produzione di posti di lavoro e dei possibili danni ambientali che ne deriverebbero. Il M5S è da sempre contrario a questo progetto , proponendo in alternativa un incremento della rete ferroviaria con lo scalo pisano, salvaguardando l’ambiente e la salute dei cittadini che vivono nella Piana.

L’incontro si terrà  VENERDI 04/04/2014 alle ore 21 presso la sala Consiliare “Sandro Pertini” del Comune di Campi Bisenzio.

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EMERGENZA ABITATIVA Consiglio Comunale Straordinario

Emergenza #casa a #CampiBisenzio: problemi veri e business

cons com
Il Consiglio comunale sull’emergenza abitativa ha avuto due anime: da una parte le persone (tante quelle presenti!) che vivono l’emergenza sulla propria pelle: famiglie sotto sfratto, liste di attesa infinite per gli alloggi popolari, contributi affitto in ritardo, persone senza casa alle quali né i servizi sociali né gli interventi ordinari sanno dare una risposta. Dall’altra parte il mantra ripetuto a più voci dell’edilizia popolare, ben rappresentata in aula da Casa Spa, la società che gestisce il business dell’edilizia ERP per oltre 30 Comuni.

Ha aperto i lavori Luigi Ricci, nella veste di assessore alle politiche sociali (e con un contratto triennale per Casa Spa), seguito da Luca Talluri (presidente di Casa Spa) e Vincenzo Esposito (direttore di Casa Spa). Abbiamo ascoltato i numeri dell’edilizia popolare – circa 550 alloggi a Campi – e ci è stato detto che il nostro Comune è allineato se non migliore degli altri limitrofi.

Hanno preso la parola anche Susanna Meini di Sunia, Vincenzo Simoni di Unione Inquilini e Lorenzo Bargellini del Movimento di Lotta per la Casa, che hanno ben descritto la tragedia. Otre 300 famiglie che chiedono aiuto, una media di tre sfratti con forza pubblica al mese (ma il numero esatto e il calendario è segreto). Si è detto che di fronte a questa emergenza il sindaco ha l’obbligo istituzionale di intervenire, come di fronte a un terremoto. Si è ribadito che le attuali norme che assegnano le risorse spesso sono ingiuste per la realtà del lavoro nero.

Nel nostro intervento abbiamo detto che non è accettabile la latitanza dell’assessore; forse a causa del suo doppio incarico (retribuito con 1.756 euro mensili dal Comune e 1.250 da Casa Spa [1][2]) non trova il tempo per ricevere i cittadini se non con attese di oltre un mese, facendo perfino rimpiangere il vituperato predecessore Mengozzi. Nel più perfetto stile italiano si ignorano i quotidiani segnali di allarme, salvo poi – a tragedia avvenuta – stracciarsi le vesti e invocare misure straordinarie di emergenza. E tutti sappiamo che nell’emergenza i controlli vengono meno e si spalancano le porte a speculazioni e malagestione.

Abbiamo chiesto di tamponare l’emergenza: tagliando poche spese superflue si può facilmente quadruplicare gli interventi di prima emergenza, che pure ci convincono poco per economicità (le soluzioni presso gli affittacamere costano il triplo di un normale affitto!).

Abbiamo chiesto di reperire immobili pubblici non già per matrimoni e congressi (queste le grandi pensate dei CampLab! [3]) bensì per l’emergenza abitativa.

Abbiamo chiesto che le associazioni siano indirizzate su questo problema: non è pensabile che esistano i corsi di ginnastica per anziani, ma se una persona non sa dove dormire una notte trovi tutte le porte chiuse!

Abbiamo chiesto che il Comune si faccia promotore di iniziative tra inquilini e proprietari per sbloccare il patrimonio di 500 e passa alloggi sfitti di proprietà privata. Con quale coraggio si pensa di investire in nuova edilizia mettendo mano a chissà quali fondi, consumando altro territorio e con tempi incompatibili con l’emergenza, quando esiste un patrimonio inutilizzato così vasto?

Purtroppo la conclusione del sindaco è stata deludente: sull’emergenza immediata risposte zero! Per il futuro si andranno a cercare soldi coinvolgendo Regione, Casa Spa Banche e CNA per realizzare interventi in tempi e modi non meglio precisati.

[1] http://www.casaspa.it/azienda/trasparenza/incarichi%20esterni%202°sem.%202013.pdf
[2] http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8321
[3] http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/atti/gm/2014/00010803_08_00174592.pdf

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180 Giorni di Giunta

180Ieri sera presso la Sala Pertini di Campi Bisenzio si sarebbe dovuta tenere la presentazione dei primi 6 mesi di governo del comune. Erano presenti il sindaco Fossi, il presidente della regione Rossi e conduceva la serata il giornalista Antonio Passanese. Usiamo consapevolmente il verbo al condizionale in quanto a un certo momento abbiamo persino pensato di aver sbagliato giorno o aver sbagliato sala (peraltro cambiata all’ultimo minuto) ma forse, molto più semplicemente, abbiamo sbagliato sindaco. Sull’operato dell’amministrazione comunale di questi 6 mesi non è stata spesa una parola, se la sono cavata con un volantino, contenente una lista tipo spesa al centro commerciale, piena di “avvio di percorso”, “avvio di processo”, “avvio di tavolo di lavoro” ma fatti concreti pochi e punti.

Viva l’inceneritore, viva l’aeroporto più grande, viva il rumore, il traffico e l’inquinamento!

Il presidente Rossi, intervistato dal giornalista, ha dichiarato la sua volontà di andare avanti con la costruzione della pista parallela dell’aeroporto di Peretola, giustificando questa scelta con il voler dare più risalto alla città di Firenze consentendone un maggior sviluppo. “Se isolassimo Firenze e l’area vasta fiorentina ci sarebbero ripercussioni a livello di sviluppo del territorio. Senza l’aeroporto metteremmo la Toscana in condizioni di non riprendere la crescita”, come se l’aeroporto di Pisa non esistesse! Ma già! l’aeroporto di Pisa è un nodo più turistico, quello di Firenze servirà persone che volano per motivi  di lavoro, business addirittura ricerca! Questo tentativo grossolano di legittimare la scelta di una infrastruttura inutile e costosa con i temi più cari ai cittadini come il lavoro o la ricerca non sfugge ai nostri occhi attenti. Il presidente continua inoltre dicendo che i due aeroporti di Pisa e Firenze non devono entrare in competizione e ne descrive le peculiarità di ognuno peraltro non del tutto condivisibili,  l’aeroporto di Pisa più turistico, quello di Firenze più di business, in questo modo non fa torto a nessuno e legittima la scelta di due aeroporti a neanche 100 km di distanza l’uno dall’altro. Quanto all’impatto ambientale dell’aeroporto sulla piana non sembra molto preoccupato, hanno un impatto ambientale molto più pericoloso le cementiere (?) inoltre, è previsto il parco agricolo della piana con 7000 ettari di zona verde (a due passi dall’inceneritore, ma questo non l’ha detto). Anzi sul tema inceneritore non ci sono proprio entrati, dopo il sì all’aeroporto, il sì alla tramvia, piuttosto che dichiarare un altro sì hanno preferito non toccare l’argomento. Sì, forse qualche aereo in più passerà sui tetti degli abitanti di Capalle, ma per il resto Campi si salva! E poi ci si stupisce se l’amministrazione di Campi fa affogare da anni nello smog i cittadini di via dei Confini, applicano sia a livello comunale che a livello regionale, il medesimo criterio: se il problema tocca i pochi,  di quei pochi non gliene frega un tubo a nessuno. Comincia poi un monologo di triste rimpianto per la dorsale che costeggia la costa toscana, o la bretellina a Lucca o la bretella Lastra a Signa/Prato mai costruite per lentezza dei tempi, scarsa decisione, perché non si sono trovati gli accordi, perché in Toscana si vuole sempre accordare i toni di tutti, perché ci sono state forti opposizioni e alla fine non si decide mai niente. In questo modo tenta di far sentire responsabili i cittadini della mancata costruzione delle infrastrutture necessarie, mescolando ancora una volta lucciole con lanterne: le strade servono, l’aeroporto a Firenze no! A questo punto interviene il Fossi che si dichiara contrario alla costruzione dell’aeroporto ma con scarsa grinta e motivazione, via sindaco forza! Che almeno su questo siamo d’accordo!

Viva le imprese dinamiche che arricchiscono la Piana! (quali? La GKN?)

Rossi tocca poi il tema occupazione e si dichiara favorevole a investire sulle imprese dinamiche. “I nuovi fondi comunitari devono sostenere l’impresa che ce l’ha fatta e che ce la vuole fare, che ha aumentato i fatturati, ha aumentato la produzione e si è internazionalizzata,  insomma l’impresa virtuosa”. Quanto a quelle che non ce l’hanno fatta, casomai per cause di forza maggiore (forse non sono state pagate dalla PA???) quelle devono morire, non gliene frega nulla a nessuno. “Di imprese virtuose nella piana ce ne sono parecchie! Perché la piana è appetibile e le aziende investono in questo territorio!” (forse il presidente non ha fatto un giro in zona ultimamente, gli suggeriremmo di andare in GKN per fare solo un esempio). Quanto al Fossi in realtà avevamo preso molti appunti su tutto quello che ha detto salvo poi, una volta tornati a casa cercando di rimetterli insieme, accorgersi che erano parole vuote e non siamo riusciti a cogliere il nocciolo del discorso.

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PRESIDIO PERMANENTE

L’ultimo aggiornamento riguardante le famiglie senza tetto  a Campi Bisenzio ci rivela un dato allarmante, ben 54 famiglie hanno preso residenza presso il Comune, questo è sinonimo di  essere “senza fissa dimora”, una situazione umanamente inaccettabile e indegna per una società detta civile. Il M5S di Campi ha chiesto un Consiglio Comunale straordinario che tratterà specificatamente il tema emergenza abitativa. In solidarietà con le famiglie senza tetto presenti nel Comune di Campi Bisenzio gli attivisti  dormiranno in piazza per sensibilizzare il sindaco e la giunta ed informare i cittadini su come veniamo amministrati.

IL PRESIDIO AVRA’ INIZIO IL GIORNO 28/01/2014 E TERMINERA’ IL 30/01/2014

presidio

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La Casa è un diritto!

Il M5S di Campi Bisenzio richiede con urgenza un consiglio comunale straordinario da dedicarsi alle problematiche abitative.

Abbiamo già affrontato questo delicatissimo tema con l’Amministrazione Comunale, senza però che quest’ultima promuovesse alcuna azione nei confronti dei cittadini che soffrono dell’emergenza abitativa. Noi del M5S chiediamo che questa Amministrazione Comunale attui ogni strategia per assicurare ai cittadini che vivono in stato di precarietà abitativa una casa o soluzioni alternative dignitose!diritto casa screen

 

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Il 24 gennaio si (ri)paga l’IMU: istruzioni per l’uso

IMUMa l’IMU non era stata abolita? Sì. Anzi no, a Campi si paga. E sugli alloggi in comodato gratuito si paga? No. Anzi sì (meschina figura per il sindaco, che prima annuncia [1] e poi smentisce [2]). Abbiamo voluto capire cosa è successo e ne è venuta fuori una storia lunga due pagine, ci vuole pazienza e stomaco. In compenso ieri (alla buon’ora!) dal Comune [2] sono arrivate le istruzioni: 16 pagine sconsigliate ai deboli di cuore. Affrettatevi a trovare un commercialista, altrimenti sull’F24 in banca ci potete mettere i numeri del lotto.

L’edificante storia della mini-IMU

Com’è noto (almeno, si spera che sia noto, perché l’impressione è che i cittadini non siano stati minimamente informati dalle competenti autorità –dovremmo dire incompetenti, visto che mancano pochi giorni alla scadenza?) il giorno 24 gennaio 2014, salvo proroghe governative, scadrà il termine per il pagamento della MINI-IMU 2013. Per chi non lo sapesse, quel giorno nei comuni che hanno aumentato l’aliquota IMU rispetto a quella media decisa dal governo, dovranno pagare il 40% della differenza tra le due aliquote. Il comune di Campi rientra pienamente e totalmente in questa fattispecie: delibera C.C. 123 del 18 settembre 2013. Quindi a Campi si pagherà la mini-IMU. Ma come si fa a eseguire un calcolo tanto complicato? Il cittadino è in grado? Inutile cercar lumi sui siti di comunicazione istituzionale; solo mentre scriviamo, il comune di Campi, attentamente monitorato da noi nei giorni seguenti, si è deciso a pubblicare una nota sul proprio sito (altri comuni, come Empoli, si erano attrezzati per tempo), E per chi non ha internet? Tra l’altro, a occhio, ci pare un po’ tardino per chiedere un appuntamento a un CAF…Il disastro MINI-IMU è un esempio da manuale di incapacità di una classe politica che pretende dal cittadino ma non lo mette nemmeno in condizione di ottemperare ai propri obblighi (benché metta a carico del cittadino le fatture dell’acquisto di apparecchi comunicativi… ma poi quando ci sarebbe bisogno che comunica? Un cazzo). Dipanare la storia di questo disastro ci sembra un bel modo per viaggiare nel disastro di una classe politica non all’altezza nemmeno dei compiti più elementari, e che a questo punto bisogna concludere sia parte integrante della crisi che attanaglia il paese.

Diminuiamo le tasse

A giugno 2013 l’attuale governo decide di pagare una marchetta al partito di Silvio Berlusconi e di non far pagare la prima rata dell’IMU almeno per quanto riguarda la prima casa – senza distinguere ovviamente se la casa risparmiata era un castello o un miniappartamento in periferia. Quel partito, ma anche il governo medesimo, poterono così esultare sostenendo di avere diminuito le tasse nel 2013. Ovviamente, il mancato introito IMU apriva un problema di bilancio, soprattutto per i Comuni, che avevano già registrato le entrate IMU come certe, e che improvvisamente si trovavano privi di quell’entrata. Nella più classica soluzione all’italiana, il mancato introito fu ripianato con un aumento delle anticipazioni fiscali (di cui parleremo in seguito) e con un condono sulle attività inerenti al gioco d’azzardo, con i cui concessionari lo stato ha un contenzioso in corso. Com’era facile intuire, i concessionari, che ritenevano di avere ragione, si guardarono bene dall’aderire al condono, così che il mancato introito si rivelò ancora più grave quando si trattò di annullare anche la seconda rata dell’IMU a dicembre 2013 (nonostante il fatto che il partito di Berlusconi fosse uscito dalla maggioranza). L’affannosa ricerca di un modo per ripianare il buco fu trovata grazie a una clausola di salvaguardia: in caso di mancato gettito da parte delle misure tampone per il mancato introito IMU, sarebbe scattato un aumento automatico delle accise, ossia delle tasse che gravano su beni di monopolio come benzina, alcolici, gas. In tal modo, essendo le accise decise direttamente per legge, le entrate sarebbero state certe. Si sarebbe trattato però di un aumento monstre soprattutto per la benzina (già aumentata più volte a causa dell’aumento dell’IVA). Che a sua volta avrebbe avuto effetti inflazionistici generali. La soluzione tecnica, dopo affannosissime trattative tra le varie forze politiche, fu la seguente: la copertura dell’IMU 2013 sarebbe stata affidata a un aumento fino al 130% degli anticipi IRAP e IRES a carico delle imprese, e con un aumento delle accise per gas, energia e alcolici a partire dal 2015. E’ in questo modo che il governo si è potuto vantare di avere diminuito le tasse nel 2013. Ma ognuno può vedere che tale diminuzione è avvenuta: a) facendosi anticipare nel 2013 dalle imprese le tasse del 2014, quindi è ovvio che nel 2014 si dovrà affrontare un nuovo buco; b) aumentando altre tasse – ossia le accise. Solo perché i due termini temporali non coincidono, non significa che le tasse siano diminuite. Se i comuni hanno messo a bilancio oltre 2 miliardi di euro per introiti da IMU, oltre due miliardi di euro devono venire fuori – altrimenti i comuni non chiudono il bilancio. Che vengano dall’IMU, dalla IUC prossima ventura (altro capitolo che prima o poi sarebbe divertente aprire), o da altri, il livello di imposizione non cambia. Peraltro, visto che l’anticipo TARES e IRAP sarebbe gravato in larga misura sulle banche, il governo si è affrettato a concedere loro un regalone con la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia. Ed è per quello che non hanno minimamente protestato.

A questo gioco vincono tutti

I comuni non sono rimasti spettatori in questa partita. Dopo giugno 2013, quando hanno capito che l’IMU sulla prima casa non sarebbe stata pagata, hanno avuto subito la tentazione di aumentarne l’aliquota. Il ragionamento era semplice; la tassa aumentava, ma i cittadini non si sarebbero incazzati perché tanto l’IMU non l’avrebbero pagata (in realtà l’avrebbero pagata con l’accise ma tanto anche gli amministratori comunali credono che i cittadini abbiano la sveglia al collo) e sarebbe lo Stato a ripianare la differenza, e in questa maniera si sarebbe incassato qualche soldino in più, utile a finanziare ulteriori sprechi come quello delle festività natalizie a Campi, dove, secondo le cifre date dallo stesso sindaco, si sono spesi 40.000 euro per una festa in piazza di 3.000 persone. Ci sembrano cifre gonfiate, ma anche a prenderle per buone il comune avrebbe speso 13 euro a persona partecipante. Mantenuta la stessa proporzione, il comune di Firenze, dove sono intervenute 150.000 persone, avrebbe dovuto spendere 1.950.000 euro. Sono cifre folli, megalomaniache, che un’amministrazione indebitata non dovrebbe neanche osare pensare di sperperare. Ma con il trucchetto dell’aumento dell’aliquota IMU si può. A questo gioco vincono tutti. E infatti tutti i comuni della Piana, tutti nell’estate 2013, hanno tutti aumentato l’aliquota allo stesso livello: 0,48 per mille (quella media era allo 0,40). Sarà lecito almeno sospettare che si sia trattato di un’azione concertata? C’è stata un’unica, rilevante eccezione: il comune di Firenze. Può darsi però che qui giocassero le ambizioni del sindaco, che doveva affrontare le primarie e che voleva vantarsi di non avere aumentato le tasse locali (e infatti se n’è vantato). Quando però a novembre 2013 è stato chiaro che gli introiti sostitutivi destinati a compensare il buco IMU andavano parecchio male, il Ministero dell’Economia e Finanze s’è rifiutato di restituire ai Comuni l’IMU calcolata con l’aliquota maggiorata, dicendosi disponibile a restituire solo quella calcolata con l’aliquota media. Di qui il panico dei comuni, che avevano già messo a bilancio le somme maggiorate, e frenetiche trattative tra forze politiche e sociali nel tentativo di far pagare a qualcuno le maggiorazioni. In quei giorni (qualcuno se ne ricorderà dalla lettura dei giornali) si pensò di tutto: nuovi aumenti sulle accise; nuove tasse sui giochi d’azzardo; la creatività non conosceva limiti, e tuttavia si scontrava con la dura realtà. Fino a che il Ministero, negli ultimissimi giorni di novembre 2013, trovò la soluzione che abbiamo indicato all’inizio. Poiché però quella soluzione non copriva del tutto la restituzione ai comuni dell’introito calcolato sulle aliquote maggiorate, si indicò un nuovo espediente: i comuni avrebbero fatto pagare ai cittadini, il 16 gennaio 2014, il 40% della differenza tra la tassa calcolata con l’aliquota media e quella calcolata con l’aliquota maggiorata. I comuni però non ci stavano ad affrontare l’impopolarità che derivava dalla misura e sperarono fino all’ultimo sia in un rinvio (che fu accordato, ma di pochi giorni: la nuova scadenza fu fissata il 24 gennaio 2014) sia in una misura sostitutiva. Non volevano infatti che i cittadini scoprissero il giochino. Ed è per quello che i comuni hanno dato pochissime informazioni e di malavoglia, e soprattutto non si sono preoccupati di preparare i bollettini con le cifre da pagare da inviare ai cittadini, come invece era stato chiesto fin dal novembre 2013; semplicemente, in tutto questo aspettare fino all’ultimo in una trovata geniale, in questo mercato delle vacche, non c’era più tempo. Che i cittadini si arrangiassero un po’.

E adesso, io?

La vicenda mini-IMU, per sconfortante che sia, se fosse un fatto isolato, non sarebbe un segnale di allarme così preoccupante. Ma non si tratta di un caso isolato. Sulla vicenda IUC, sulla vicenda degli aumenti per scatti di anzianità sullo stipendio degli insegnanti, sulla vicenda del Teatro Dante (a parte la vicenda del cambio del nome e della preparazione della stagione, già vergognose di per sé, un’occhiata al bilancio comunale ci fa ritenere che il teatro abbia già un deficit di circa 1.300.000 euro più altri 500.000 euro di debiti. Se fosse vero, il capitale sociale sarebbe già gravemente intaccato. C’è qualche straccio di forza politica che può confermare o negare questi numeri?) l’immagine del governo della cosa pubblica, a livello sia centrale che locale, fa spavento; si ha veramente l’impressione di una classe di incompetenti messi lì non si sa bene in base a quale titolo in perenne competizione per le poche risorse rimaste e del tutto incapaci di elaborare politiche di respiro per le comunità che si trovano ad amministrare – per disgrazia di queste ultime. Non è veramente una classe dirigente all’altezza di quello che il paese meriterebbe. E anche quelli che sembrano più nuovi, in questa vicenda hanno giocato ruoli deleteri. Ma di questo parleremo un’altra volta. L’unica cosa certa è che, perdurando questa classe dirigente, la luce che si intravvede in fondo al tunnel non è il sole, ma il Freccia rossa 9972 che viene verso di noi. A piena velocità

[1] Case in comodato gratuito esentate dalla seconda rata IMU (notizia smentita)
[2] Comune di Campi Bisenzio: IMU 2013

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